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Timeline

EVENTI DELLA STORIA DI SAN CESARIO

a cura del M° Franco Formentini

DAL RINASCIMENTO AL NUOVO MILLENNIO

1492- Scoperta dell’America. A S.Cesario fu ospite presso i Conti Boschetti il Marchese di Mantova, Francesco Gonzaga, con 60 invitati.

1500- Arte della Stampa. Incunabolo del 1499 stampato dal tipografo ambulante Ugo Ruggieri e contenente Preghiere.

1502- Albertino Boschetti aprì la segheria in località Sega. I Monaci Benedettini protestarono per l’inquinamento, prodotto dalla lavorazione del legno, del canale di Zena, le cui acque limpide erano ricche di pesci, azionavano le macine dei mulini e permettevano la navigazione.

1521- Si istituì il mercato nella giornata di Venerdì. Esso si teneva in una località posta tra San Cesario e Sant’Anna, vicino alla Corte di Zena ed al monastero dei Benedettini (località Villa Graziosa).

1506- Albertino Boschetti venne giustiziato a Modena, mediante taglio della testa, per aver tradito il duca Alfonso Primo d’Este.

1527- I Duchi di Modena restituirono il Feudo ai Boschetti, dopo che i loro beni erano stati confiscati per il tradimento di Albertino.

1527- Il 23 Marzo calarono in paese i Lanzichenecchi e lo misero al sacco.

1539-Grande carestia a S.Cesario.La gente moriva di fame per mancanza di viveri.

1544-Fu costruito il campanile per volontà di Susanna Pico, moglie del C.te Roberto Boschetti.

1546- Cesario Boschetti partì per la Germania alla guerra contro i Protestanti Luterani.

1557- Il fiume Panaro il 13 Settembre, in seguito ad una grossa piena, straripò ed inondò l’abitato di S.Cesario e le campagne circostanti.

1567- Altra piena del Panaro ed alluvione, in seguito alla quale il bestiame venne ricoverato nel Castello o Paesetto.

1612- Ferrante Boschetti, vescovo di Cesarea, donò 1000 scudi ed un fondo di 8 biolche al Monastero, affinché, ogni anno, si facesse la dote a 6 zitelle del paese che avessero compiuto 15 anni.

1630- Epidemia di Peste bubbonica a S.Cesario (quella descritta dal Manzoni nei Promessi sposi. In paese vi furono 800 morti su una popolazione di 1000 abitanti.

1651- Nuova alluvione provocata dal Panaro che durò 15 giorni.

1653 Francesco I , Duca di Modena, impose una tassa sulla macina dei cereali. I Boschetti non accettarono questa imposizione e facevano macinare i cereali nei mulini durante la notte. Scoperta la truffa dagli esattori del Duca, venne requisito il grano, furono imprigionati i proprietari dello stesso ed i Boschetti vennero condannati a pagare una grossa multa.

1672- Si stabilì che la comunità di S.Cesario ogni anno poteva prelevare dalla salina ducale 507 pesi di sale in tre epoche: 22 Aprile, 22 Agosto e 22 Dicembre.

1681- Fu inaugurato in paese un pistrino per polvere da sparo sul Canale di Zena, tra il Forte Urbano di Castelfranco e la località Madonna Degli Angeli, a lato della Via Emilia. Alcuni anni dopo questa fabbrica andò distrutta in un incendio e, sulle sue rovine, nacque la cartiera di Castelfranco Emilia che esiste tuttora.

1686- Nacque a S. Cesario Filippo Sighicelli, celebre violinista. Sposò Claudia Botti da cui ebbe numerosi figli, tra i quali Vincenzo Stanislao ( 1732-1820 ), emerito e dotto sacerdote e Giuseppe ( 1737-1826 ), ottimo violinista, compositore ed insegnante di violino e violoncello presso il Collegio San Carlo di Modena. Si ricordano pure Carlo Sighicelli ( 1772-1806 ) , figlio di Giuseppe e bravo violinista, il di lui figlio Antonio Sighicelli, ( 1802-1883 ), violinista famoso . Dai matrimoni Sighicelli con Borelli e Crespellani nacquero altri personaggi illustri e famosi, quali Cesare Sighicelli, violinista e seguace del Carbonaro Vincenzo Borelli, fatto giustiziare in Cittadella dal Duca Francesco IV insieme a Ciro Menotti. Cesare sottoscrisse il documento di nomina del Governo Provvisorio proclamato nel Ducato di Modena dai cospiratori. Si ricorda infine lo storico , archeologo e studioso di fama internazionale Arsenio Crespellani, figlio di una Sighicelli.

1700- Si costruirono due fornaci per mattoni e coppi: a Ponterosso (Altolà) ed a S: Ambrogio. Si inaugurò una tintoria con mangano (torchio per stoffe) ed un follo per la lavorazione del feltro (con esso si immergevano i panni in un bagno speciale e si passavano col follone o rullo per rassodarli, lisciarli ed assottigliarli)

1720- A S.Cesario venne eletto un Corpo stabile della Comunità del Paese con un Massaro responsabile,alla presenza di cento capi famiglia. I Boschetti amministravano i beni e la giustizia per mezzo di Podestà e Commissari.

Il Massaro estraeva a sorte i nomi dei possidenti che dovevano fornire gli animali bovini per i servizi pubblici, per il trasporto del sale, dei rifiuti e della ghiaia per le strade. Controllava il calmiere (prezzi uguali per tutti) dei fornai, dei macellai, le misure di peso, di lunghezza e capacità, la riparazione delle strade e dei ponti e la pulizia dei canali e dei fossi. A guardia del Feudo c’era una guarnigione di soldati divisi in sei squadre che formavano una Compagnia. Ogni Squadra, di circa 20 uomini, era comandata da un caporale, mentra la Compagnia di 6 Squadre era comandata da un capitano e da un tenente.

1746- Un’epidemia di peste colpì S Cesario. Morirono 45 persone su una popolazione di 1307 abitanti. Tra i morti il Rettore del Monastero, il Cappellano e molti Monaci. Durante la peste si seguivano queste precauzioni: non si poteva portare in paese nessuna merce proveniente da fuori e non poteva entrare da fuori nessuna persona, specialmente da Bologna. Fu istituito un tribunale di sanità, presieduto da Boschetti.

1749- I ladri rubarono nella Basilica le elemosine da tre cassette murate.

1773- Morì il famoso violinista concittadino Filippo Sighicelli.

1780  Il follo del paese fu trasformato in Cartiera con lavorazione e produzione della carta a mano da parte della famiglia Abboretti.

1789- Rivoluzione Francese. A S.Cesario, in località S.Ambrogio, venne costruito un nuovo ponte in mattoni sul fiume Panaro con 4 torrette.

1786- Il popolo di S.Cesario si ribellò ai Boschetti. A Modena si alzò l’albero della Libertà ed, in seguito alle vittorie napoleoniche, venne confiscato il feudo ai Conti Boschetti e S. Cesario fu proclamato Comune Napoleonico della Repubblica Cispadana.

1800- La Cartiera di S.Cesario fu acquistata dalla famiglia Amici-Grossi.

1814- Il 28 Agosto, in seguito alla sconfitta napoleonica e dopo il Congresso di Vienna, in base alla Restaurazione, S.Cesario ritornò ad essere Feudo e venne restituito ai Conti Boschetti

1815- Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, proveniente da Napoli con un esercito di 40.000 uomini, occupò le terre dello Stato Pontificio. Egli voleva un’Italia indipendente ed unita. Presso il ponte di S.Ambrogio il suo esercito combattè contro quello austriaco, dopo aver cercato di attraversare il Panaro con i suoi soldati sopra un ponte di legno (di cui restano ancor oggi alcuni piloni conficcati nel letto del fiume), iniziato dai suoi genieri, ma non portato a termine perché disturbato dalle milizie austriache. Le truppe di Murat subirono qui una grave sconfitta. I soldati napoleonici (Napoletani) bivaccarono per tre giorni a S.Cesario, ma non arrecarono alcun danno grave.

1831- Francesco IV, Duca di Modena, ordinò ai Dragoni di S.Cesario di recarsi subito a Modena per sedare la rivolta dei Carbonari capeggiati da Ciro Menotti. A Fossalta i Carbonari spararono contro di loro e ne uccisero uno. Il giorno seguente i rivoltosi scorrazzarono per il paese, gridando per le strade:-Viva la Costituzione!-

Dopo che il Duca fu ritornato a Modena con l’aiuto dei cugini Austriaci, fece giustiziare Ciro Menotti e Vincenzo Borelli. Poi fece affiggere parecchi decreti (ordini sopra degli avvisi o proclami) in tutti i paesi del suo Ducato e perciò anche a S.Cesario. Siccome nel nostro paese moltissimi erano analfabeti, venne incaricata una guardia cittadina di leggere a voce alta dal balcone del palazzo comunale gli stessi decreti al popolo riunito nella piazza. Spesso però anche questa guardia non sapeva leggere, allora, dietro di essa e senza farsi scorgere, le suggeriva le parole un’altra persona. A volte accadeva che queste riunioni di popolo si concludessero in risate ed allegria, perché il banditore, non comprendendo bene le parole suggeritegli, le deformava dicendo spropositi e bestialità.

1832- Il Duca Francesco IV chiamò a Modena alcuni villici da S.Cesario, affinché aiutassero nella costruzione del teatro municipale.

1855- Primo caso di Colera a S.Cesario. In seguito scoppiò un’epidemia in cui morirono 53 persone. Si prodigarono nell’aiuto ai malati i Dottori del paese Muzzarelli e Bonvicini. Alcune famiglie furono decimate o distrutte dal terribile morbo. In quell’anno fu aperta la prima farmacia del paese.

1859- Il 29 Settembre venne fondata la Società Operaia di Mutuo Soccorso.

1860- Il Comune di S.Cesario, come altri Comuni della Provincia di Modena, soppressi nel 1814 con la caduta di Napoleone, risorse con l’Annessione dell’Emilia Romagna al Regno di Sardegna Costituzionale. Vennero fatte le prime elezioni comunali e fu eletto il primo Sindaco del Regno d’Italia nella persona di Federico Pianesani, che durò in carica tre anni. Secondo Sindaco del paese venne eletto il Dottor Muzzarelli, che rimase in carica nove anni. Terzo Sindaco eletto fu il Cav. Formigini, che restò in carica fino al 1879.

1862- S.Cesario prese l’appellativo aggiunto di “Sul Panaro”, per distinguerlo da altri paesi avventi lo stesso nome come S.Cesario di Lecce nelle Puglie e S.Cesario di Brescia in Lombardia.

1863/67- Fu costruita una sala teatro nella Rocca Boschetti.

1864- Furono abbattute le mura della Rocca, esclusa quella del cimitero. Venne rasa al suolo la torre grande col ponte levatoio che separava la Rocca dal Castello e furono colmate le fosse circostanti.

A S.Cesario venne emessa per la prima volta carta moneta da mezza lira e buoni cassa per 30.000 lire in quanto i Boschetti avevano necessità di denaro per opere della comunità: strade, ponti, illuminazione pubblica ed altri lavori che non erano stati pagati prima. Sulle banconote erano stampate le immagini del Conte Boschetti e del Marchese del Borgo Alfonso Varano. Ed, a proposito di questi ultimi nobili di S.Cesario, ecco alcune note: i Marchesi Varano non si sa bene quando giunsero in questa Contrada; probabilmente verso il 1600, originari forse della lontana regione francese della Normandia. Si fecero costruire nel Borgo una grandiosa villa con giardino principesco, ricco di piante e fiori rari e meravigliosi. (La Villa si trova di fronte alla Scuola Materna Comunale). Tutto il giardino era attraversato da canali e laghetti dalle acque limpide. I Boschetti ed i Varano si imparentarono e furono insieme fondatori di una Compagnia teatrale drammatica. Giulio Cesare Varano aveva sposato una Malatesta dei Signori di Rimini. Egli, invitato ad un banchetto a Senigallia da Cesare Borgia, fu avvelenato insieme ai suoi tre figli.

I Varano presero il cognome di Boschetti. Alfonso Varano fu poeta e commediografo. Rodolfo Varano fu l’ultimo della Casata che abitò a S.Cesario fin dopo il 1875.

1875- La Società Myalonnier & Mascherini prese in affitto dagli Amici-Grossi lo stabile della Cartiera ed acquistarono le prime macchine per la fabbricazione della carta, aumentando molto la sua produzione. Nel 1900 Mascherini si ritirò dall’Azienda e rimase solo Myalonnier.

1877- Venne installata in paese la prima pesa pubblica.

1893- Morì a S.Cesario Giuseppe Cavani, storico del paese.

1911- Il 1° Gennaio venne inaugurato il primo impianto di illuminazione elettrica prodotta interamente a S.Cesario con una dinamo funzionante a caduta d’acqua posta nel mulino Fiorini del paese. L’illuminazione si pagava in ragione del numero delle lampadine impiegate. In quello stesso anno si inaugurarono le Scuole Elementari, la Scuola Materna e le Scuole Elementari di S.Anna.

1912- Fu inaugurata il 21 Ottobre la ferrovia Castelfranco-San Cesario-Bazzano.

Inaugurazione del telefono pubblico e privato ed inaugurazione del nuovo macello pubblico e del lavatoio pubblico. In occasione dello scoppio della 1a guerra mondiale a S.Cesario, nell’Ottobre, i organizzò una fiera di beneficenza a favore dei soldati che partivano per la guerra.

1919- Tornarono a casa i superstiti della grande guerra. Nel paese c’erano molti disoccupati poiché la guerra aveva portato miseria a chi già era misero e ricchezza a chi già era ricco. Si andava così accentuando la disuguaglianza tra le classi sociali: clero, nobili, borghesia e proletariato. Iniziarono gli scioperi per ottenere maggiore giustizia sociale e migliori condizioni di vita.

In Basilica si celebrò una messa solenne in suffragio dei caduti o dispersi di S.Cesario nella grande guerra (78 tra morti e dispersi).

1923- Inaugurazione del monumento ai caduti.

1920-1939- In questo periodo vennero perseguitati gli scioperanti e venne abolita la libertà di stampa e di parola con la nascita del Fascismo e la Dittatura di Benito Mussolini

1939- Scoppio della seconda guerra mondiale.L’Italia è alleata con la Germania Nazista di Hitler e con il Giappone, contro l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti e la Russia. Durante il conflitto il lavoro nella Cartiera del paese venne sospeso per qualche tempo per timore dei bombardamenti aerei. Le parti più importanti dei macchinari, specialmente i motori, vennero trasferite in luoghi sicuri per salvaguardarle dalla distruzione. A S. Cesario vi furono bombardamenti aerei e mitragliamenti aerei da parte degli Anglo Americani, specialmente alla Canova ove vi era un distaccamento tedesco. Lì morirono alcuni civili del paese.

1943- L’8 Settembre il generale Pietro Badoglio firmò l’armistizio con gli Anglo Americani. Mussolini venne fatto prigioniero, ma fu liberato dai Tedeschi e fondò a Salò la Repubblica Sociale Italiana (RSI) per proseguire la guerra. Fu subito guerra civile fra Fascisti e partigiani. A S.Cesario, come in tutta la Provincia di Modena, nacque la Resistenza. Molti patrioti partigiani del paese si rifugiarono in montagna e si organizzarono per combattere Tedeschi e Fascisti anche a S.Cesario. Alcuni sacrificarono la loro vita per la libertà.

1944- Alla Canova, sul greto del fiume Panaro, si consumò l’eccidio, da parte dei Nazifascisti di 12 partigiani, tra cui la medaglia d’oro Gabriella Degli Esposti. A Ponterosso di S.Cesario, in località California, furono fucilati i fratelli Giuseppe ed Ermes Artioli.

1945- Il 22 Aprile gli Anglo Americani, provenienti da Bologna, insieme ai partigiani, liberarono il nostro paese. I Tedeschi ed i Fascisti attraversarono in fuga il fiume Panaro. Fu la LIBERAZIONE.

I macchinari nascosti durante la guerra furono riportati in Cartiera ed il lavoro riprese a pieno ritmo, crescendo man mano. C’era molta richiesta di carta e fu necessario aumentare la produzione per cui furono installati nuovi e moderni macchinari, dopo aver ampliato lo stabilimento.

1951- Giuseppe Vismara, ad ogni operaio di Cartiera che desiderasse costruirsi la casa, donò 10.000 mattoni ed un lotto di terreno.

1963- La Cartiera raggiunse un altissimo livello di produzione.

1979- L’Amministrazione Vismara cessò di dirigere la Cartiera e la cedette ad una Società per Azioni che le diede il nome di “Gruppo Cartario di San Cesario”, sua attuale denominazione. Ora la fabbrica è dotata di modernissimi e sofisticati macchinari, i più recenti dei quali sono: la centrale termoelettrica, che la rende indipendente ed un efficace impianto di depurazione dei fanghi e delle scorie di produzione. Oggi possiamo dire che quest’Azienda, che dà lavoro a più di un centinaio di persone, ha una produzione giornaliera di oltre 500 quintali di ottima carta, esportata in tutto il mondo ed è un vanto per il paese di San Cesario.

2000 Nasce, per iniziativa privata "sancesario.net" il primo sito privato al sapore di servizio pubblico. San Cesario nella grande rete a 1 anno dalla pubblicazione, e senza alcuna pubblicità si fa vedere da oltre 1000 persone sparse per 4 continenti (manca il visitatore Australiano).Tutto ciò nonostante il comune!!!^__^

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